MPI italiane penalizzate dai costi energetici
L’Italia si conferma la seconda potenza manifatturiera dell’Unione europea, ma le MPI sono penalizzate dai costi dell'energia.
Tuttavia, la competitività delle MPI è messa a dura prova dai costi dell’energia elettrica, tra i più alti d’Europa.
Questa pressione si somma alle difficoltà legate alla crisi dell’automotive e ai dazi imposti dagli Stati Uniti, rendendo il contesto ancora più sfidante per le imprese italiane.
L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza il quadro nell’articolo “Le prospettive di autunno dominate dalle difficoltà della manifattura”, pubblicato su QE – Quotidiano Energia.
Italia e Germania in affanno: produzione manifatturiera in calo nel 2025
Nel primo semestre del 2025, l’Italia e la Germania mostrano segnali di debolezza economica, con cali del PIL e della produzione manifatturiera, in contrasto con la crescita media dell’UE. La crisi dell’automotive colpisce duramente il settore italiano, che registra un crollo del 17,3% nella produzione di autoveicoli. Anche l’export soffre, frenato dai nuovi dazi statunitensi e dalla svalutazione del dollaro, con una crescita solo apparente dovuta all’impennata delle vendite farmaceutiche.
MPI italiane penalizzate dai costi energetici più alti d’Europa
A pesare ulteriormente sulla competitività delle micro e piccole imprese italiane è il costo dell’energia elettrica, tra i più alti d’Europa. L’Italia, pur avendo il maggior numero di occupati nelle MPI manifatturiere, registra un prezzo dell’energia superiore del 22,5% rispetto alla media UE, con un carico fiscale e parafiscale più che doppio. Questo divario si riduce solo per i grandi consumatori, penalizzando fortemente le imprese più piccole.
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